STORIA DEL PALAZZO

Le prime testimonianze in merito alla presenza della fabbrica del Te si hanno nel 1526, quando viene citato un edificio in costruzione che sorge vicino alla città, tra i laghi, sulla direttrice della ChiesaCHIESA DI SAN SEBASTIANO: su progetto di Alberti, la costruzione iniziò, sotto la direzione di Fancelli, nel 1460 e durò moltissimi anni. Nel 1925, fu restaurata e dotata degli odierni scaloni laterali ma in origine la facciata era caratterizzata da cinque porte sormontate da altrettante finestre che ora costituiscono, in realtà, la parte antistante all’ingresso (un tempo laterale e ancora visibile). Oggi è famedio ai caduti. e del Palazzo di San SebastianoPALAZZO DI SAN SEBASTIANO: questo palazzo, che si trovava all’imboccattura del ponte che portava a Palazzo Te,  fu voluto da Francesco II Gonzaga e costruito all’inizio del 1500 per ospitare i Trionfi di Cesare del Mantegna. Dal 1700 fu, poi, adibito a caserma, successivamente ad ospedale ed, infine, a lazzaretto, fino alla fine dell’800. Rimase sede di un locale pubblico e di case private, fino al 2002, anno in cui si è avviato il progetto di recupero da parte del Comune di Mantova, terminato nel 2004 con l’apertura del palazzo come sede del Museo della Città, gestito dall’amministrazione comunale di Mantova.. I dubbi sono ancora aperti sul nome: viene citato come palazzo “del Te” o “del T” e può essere interpretato come un nome derivante dalle due strade che si incrociano sull’isola formando una T oppure dal sostantivo Tejetum che indicava un prato a sud della città e la cui etimologia, con tutta probabilità, deriva, a sua volta, dal nome delle case che erano sorte sull’isola e che in mantovano erano definite “tezeTEZA:secondo il Dizionario Mantovano-Italiano compilato dal dott. Ferdinando Arrivabene, nel 1882, la  parola “teza” corrisponde nelle lingua; italiana a “capanna”.”, capanne dal tetto di paglia.
La costruzione pare ricalcasse l’impianto tipico delle corti della campagna mantovana, a pianta quadrata con cortili, stalle e altri ricoveri per animali e spesso aperte sui territori circostanti, strutturate anche in modo da resistere alle piene dei fiumi e alle inondazioni. 
Secondo il VasariVASARI: Giorgio Vasari nacque ad Arezzo nel 1511 e morì a Firenze nel 1574. Fu pittore, architetto e autore di trattati sull'arte. La sua opera rimasta più famosa è un trattato di critica artistica in cui esamina l'arte da Cimabue al XVI secolo: "Vite de' più eccellenti pittori, scultori et architettori", databile al 1568., Federico II avrebbe condotto Giulio Romano presso un edificio collocato su un’isola vicina alla città che serviva già da tempo  alla famiglia Gonzaga come scuderia e gli avrebbe commissionato un restauro atto a rendere la costruzione abitabile e adeguata anche a ospiti e ricevimenti. Questa versione è accreditata dal fatto che nell’odierno Palazzo e, quindi in quello in cui mise il proprio lavoro Giulio Romano, restano delle parti appartenenti
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